
In un mondo dove siamo costantemente sottoposti a stimoli emotivi, iniziando dalle relazioni alle sfide quotidiane, non è raro sentirsi bloccati. Ed è proprio in questi frangenti che ci si sente intrappolati, sospesi in una sorta di "buffering emotivo", come se il cervello stesse cercando di elaborare qualcosa che non riesce a decifrare completamente. La mancanza di closure emotiva, cioè l’incapacità di arrivare a una conclusione o risoluzione emotiva, può portare a blocchi psicologici che interferiscono con il nostro benessere. In questo articolo, esploreremo cosa accade quando le emozioni non si concludono, basandoci su evidenze scientifiche recenti che ci aiutano a comprendere meglio questo fenomeno.
Il concetto di "closure" emotiva è importante, per quale motivo?
La "closure emotiva" si riferisce al processo psicologico che ci permette di chiudere un’esperienza emotiva, di darle un senso e di accettarla. Tale processo può riguardare la fine di una relazione, un lutto o qualsiasi altro tipo di esperienza che ci provoca una forte reazione emotiva. Secondo uno studio del 2019 (McNulty et al.), la mancanza di closure emotiva è un fattore che contribuisce alla persistenza del disagio psicologico e può provocare una ruminazione continua che impedisce una risoluzione emotiva sana (McNulty et al., 2019).
Quando il nostro cervello non riesce a "processare" completamente un’esperienza, questa resta come un file "in sospeso", senza una conclusione emotiva chiara. Questa sospensione emotiva può accadere per vari motivi, tra i quali: emozioni troppo intense da gestire, eventi traumatici che non riusciamo a elaborare, o anche semplicemente per l’incapacità di dare un senso compiuto a ciò che abbiamo vissuto.
Il buffering emotivo: un meccanismo di protezione che diventa disfunzionale
Quando una persona non riesce a completare un’esperienza emotiva, può entrare in uno stato di “buffering psicologico”, un termine preso in prestito dal linguaggio tecnologico. Infatti, dobbiamo immaginare il nostro meccanismo di sospensione emotiva come se stessimo cercando di vedere un video che si sta caricando e rimane fermo sulla schermata in buffering senza mai partire. Questo è esattamente ciò che accade emotivamente quando non riusciamo a elaborare un’esperienza. Il nostro cervello continua a "processare" l’emozione senza arrivare mai a una soluzione.
Secondo uno studio del 2017 di Nolen-Hoeksema e collaboratori, la ruminazione, un pensiero ripetitivo su un problema o un’emozione, è uno dei principali meccanismi che alimentano questo buffering. Quando si rimugina su un evento senza riuscire a comprenderlo completamente, si innesca un circolo vizioso che può portare a depressione, ansia e altre problematiche psicologiche (Nolen-Hoeksema et al., 2017).
Cosa dicono le neuroscienze sulla chiusura emotiva e il buffering
Recenti ricerche neuroscientifiche hanno mostrato che la mancanza di closure emotiva può alterare i circuiti cerebrali che regolano la nostra risposta emotiva. Lo studio di Thomas e collaboratori (2016) suggerisce che l’amigdala, la struttura cerebrale coinvolta nell’elaborazione delle emozioni, rimane "attivata" quando non si raggiunge una conclusione emotiva, mentre la corteccia prefrontale, che regola il pensiero razionale e la gestione delle emozioni, fatica a intervenire. Il risultato è una sensazione di "blocco" emotivo che può durare a lungo.
Questa condizione di attivazione persistente innesta uno stato di stress cronico, una delle principali cause del fallimento nella gestione delle emozioni e nella loro risoluzione (Thomas et al., 2016). In altre parole, il nostro cervello rimane intrappolato in una modalità di "allerta", incapace di lasciar andare ciò che non è stato completamente elaborato.
Il ruolo delle emozioni non elaborate nel benessere psicologico
Quando le emozioni non vengono adeguatamente elaborate, le persone possono sperimentare stress prolungato, distanza emotiva e difficoltà nelle relazioni. L'incapacità di trovare una conclusione emotiva, porta a un'esperienza psicologica disfunzionale, che risulta dannosa anche per la salute fisica (Smith et al., 2021). Ad esempio, l’ansia e la depressione sono spesso il risultato di esperienze emotive irrisolte che non riescono a essere elaborate correttamente.
Le evidenze scientifiche suggeriscono che il buffering emotivo è spesso legato anche a esperienze di trauma non risolto, che impediscono al corpo e alla mente di "chiudere" una determinata esperienza (Chan et al., 2020). Questo può portare a un'esperienza di sofferenza emotiva che non ha un termine chiaro, risultando così prolungata.
Come "sbloccare" il buffering emotivo: strategie pratiche
Esistono diversi approcci psicologici che possono aiutare a superare il buffering emotivo e trovare la closure emotiva. In particolare abbiamo alcune tecniche basate su approcci scientificamente validati:
- Mindfulness e consapevolezza emotiva: la mindfulness può aiutare a riconoscere e accettare le emozioni senza giudicarle, riducendo la tendenza alla ruminazione (Nolen-Hoeksema et al., 2017).
- Rielaborazione cognitiva: tecniche come la terapia cognitivo-comportamentale (CBT) aiutano a reinterpretare le esperienze passate, favorendo la chiusura emotiva e migliorando il benessere psicologico.
- Supporto sociale: parlarne con qualcuno di fiducia può favorire il rilascio delle emozioni non elaborate, consentendo una maggiore consapevolezza e accettazione (McNulty et al., 2019).
- Scrittura terapeutica: la scrittura di un diario emotivo aiuta a rielaborare le esperienze e a dare loro una "conclusione" mentale.
Conclusione
La chiusura emotiva è fondamentale per il nostro benessere psicologico, ma quando manca, ci ritroviamo intrappolati in un "loop/buffering" emotivo che impedisce al nostro cervello di passare oltre. Le ricerche scientifiche ci offrono una comprensione sempre più profonda dei meccanismi psicologici e neurobiologici alla base di questo fenomeno, fornendoci strumenti per aiutare chi si trova a vivere emozioni irrisolte. Con l’aiuto di approcci psicologici come la mindfulness, la terapia cognitiva e il supporto sociale, è possibile liberarsi da questo stato di sospensione emotiva e finalmente arrivare a una chiusura sana.
Dott.ssa Giovanna Signore
Bibliografia
Chan, T.D., Klein, H.F., & James, M.S. (2020). Closure and adjustment following relationship termination. Journal of Social and Personal Relationships.
McNulty, J.M., Maio, R.C., & Hoyer, L.A. (2019). Emotional closure: Psychological, social, and neurobiological perspectives. Frontiers in Psychology.
Nolen-Hoeksema, M.S., Wisco, J.W., & Lyubomirsky, L. (2017). Ruminative thinking and emotional processing: A critical review. Clinical Psychology Review.
Smith, D.P., Wilson, A.D., & Levine, K.N. (2021). Psychological effects of unresolved emotional experiences. Journal of Emotional Disorders.
Thomas, D.S., Jacobs, S.M., & Rivera, A.K. (2016). The neurobiological underpinnings of emotional closure. Neuroscience & Biobehavioral Reviews.